Siamo in Guerra ?

A quando i passaporti interni?

 

Giorno di S. Costantino. Questa del titolo è una domanda postasi dalla grande Ida Magli, quando parlava dell’Europa. Anzi, sarebbe più giusto chiamarla Neuropa.
Sto parlando dell’autocertificazione ad opera della Lamorgese Ministra dell’Interno per potersi muovere in stato di necessità. Qui tutto sul modulo, su come lo si può scaricare e su cosa permette e cosa vieta.
Lo avete sentito tutti ieri sera (ndr: lunedi ) Conte invocare i provvedimenti adatti all’”ora più buia” mentre faceva il Churchill di quarta. Che sia un periodaccio, nessuno lo mette in dubbio, ma se fossimo nel bel mezzo della navigazione della marina d’antan, un personaggio come Giuseppi lo avrebbero buttato a mare in pasto ai pesci, perché portatore di jettatura.
Ha il passo esitante come uno che balla un valzer lento, con la pausa e poi la ripresa. Va 16 volte in TV in un giorno, comunica al mondo intero che l’Italia è l’epicentro del coronavirus bloccando export e turismo, ricorre al TAR e blocca la chiusura delle scuole nelle Marche. Ma dopo 10 giorni le blocca ovunque, blinda la Lombardia e la ritiene tutta “zona rossa” da non valicare insieme a 14 altre provincie, distribuite nell’Emilia, Veneto, nell’Alessandrino, passando per le Marche.
Poi ci ripensa e dichiara nella conferenza stampa di lunedi 9 marzo che d’ora in poi, l’Italia sarà tutta “zona rossa”. Ovvero protetta.
L’Italia diventa ora un grande lazzaretto peninsulare blindato in uscita (gli altri paesi non ci vogliono, in particolare se “alleati” della Ue), ma in entrata le navi continuano arrivare.
Non mi risulta nemmeno che Schengen sia stata sospesa, con atti ufficiali. E allora come la mettiamo ?
Ma torno al modulo. La prima esperienza su questo foglio del Ministero dell’Interno, l’ho fatta oggi. Non posso muovermi dal mio comune della provincia varesina, ad un altro limitrofo che dista poca distanza e che potrei addirittura fare a piedi. Il mio tragitto, seppur breve deve dimostrare che il mio spostamento è determinato da:

  • comprovate esigenze lavorative
  • situazioni di necessità
  • motivi di salute
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione, residenza

Ecco uno degli atroci paradossi della globalizzazione: la libera circolazione degli uomini, delle merci e dei capitali, ci porta virus. I virus alieni e sconosciuti, ci fanno ammalare.
A causa di questo, siamo costretti a stare in casa.
Così, il globo fatto a sfera, si riduce a un miserrimo recinto domestico e se varchiamo questo ristretto cerchiolino, scattano i controlli. Ci vuole un salvacondotto come durante i tempi di guerra. In ogni caso, quante volte al giorno usiamo l’auto perché quel negozio del comune limitrofo fornisce articoli che non si trovano nel nostro comune? Ora dobbiamo portare la giustificazione alle cosiddette Autorità, come fanno i bimbi delle elementari sul loro diario.
: “Signora Maestra, non posso fare a meno di prendere l’auto perché nel comune vicino c’è mia nonna che sta per tirare le cuoia” & palle varie. Devo cambiare la cartuccia dell’inchiostro della stampante, ma non la vendono sotto casa? “Signor Maestro, è un caso di necessità perché il pc mi serve per lavorare”.

Quanti ne serviranno di questi pezzi di carta “autocertificanti”, da qui al 3 aprile? Tanti. E quante volte dovremo compilarli prima di uscire di casa?
Intanto ci sono i sigilli per strada quando passiamo i “varchi” e i nostri dati vengono prelevati, in entrata in uscita. Non sfugge più nulla. Tuttalpiù possono sfuggire solo 300 galeotti dalle prigioni durante le proteste organizzate dai centri sociali. Tuttalpiù può farla franca qualche pusher nigeriano. Ma per noi, NO.

Un piccolo paragone. I passaporti interni li ordinava Stalin in pieno bolscevismo per meglio controllare la popolazione.
Ed ecco come quell’ordoliberismo tanto esacrato da Fusaro, va a braccetto assai spesso e volentieri col comunismo.
Il virus esiste ed è letale e viaggia senza passaporto, ma è il “cavallo di Troia” cavalcato ad oltranza per mettere a regime quella che la Magli chiamava “La dittatura europea“.
Non aspettavano altro che farci ammalare per mettere a punto misure che più stringenti e coercitive non si può. Guariremo e l’epidemia passerà, ma se non si darà una spallata a questa delirante Neuropa, è certo che inventeranno qualche altra malattia. O una “cura” peggiore della Malattia stessa.

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