La commissione UFO del Pentagono renderà pubblici alcuni suoi risultati

Per oltre un decennio, il programma,  nascosto dall’Office of Naval Intelligence, ha discusso su di una serie di eventi misteriosi in occasione di briefing estremamente classificati.Nonostante le dichiarazioni del Pentagono secondo cui l’occultamento al pubblico di un segreto programma atto ad indagare sui cosiddetti oggetti volanti non identificati, lo sforzo rimane inalterato nonostante fosse stato  ribattezzato e nascosto all’interno dell’Office of Naval Intelligence, dove i funzionari continuano a studiare  strani incontri aerei tra piloti militari e velivoli non meglio identificati.
I funzionari del Pentagono non  intendo discutere più del suddetto programma ormai  declassificato ma piuttosto  occuparsi di questioni riservate.
Quello che  è apparso il mese scorso in un rapporto della commissione del Senato americano delinea  il budget di spesa per le agenzie di intelligence per il prossimo anno.
Il rapporto afferma che il programma, la Unidentified Aerial Phenomenon Task Force, aveva lo scopo di “standardizzare la raccolta e la segnalazione” di avvistamenti di strani dispositivi aerei  e riferire  ogni sei mesi alcuni dei suoi risultati al grande pubblico.
Mentre alcuni funzionari ora in pensione e che all’epoca  furono coinvolti in questo  sforzo – tra cui Harry Reid, l’ex leader della maggioranza del Senato – sperano che il programma possa ottenere le prove definitive circa l’esistenza di velivoli provenienti da mondi lontani.
Il suo obiettivo principale era scoprire se un’altra nazione, in particolare qualsiasi potenziale avversario terrestre, stesse utilizzando una tecnologia avionica estremamente avanzata capace di minacciare gli Stati Uniti. Il senatore Marco Rubio, il repubblicano della Florida e presidente ad interim del Senate Select Committee on Intelligence, ha affermato  a un affiliato della CBS a Miami che era principalmente preoccupato in merito alle segnalazioni di aerei non identificati nei cieli sovrastanti le basi militari americane e che il governo statunitense era particolarmente interessato a scoprire la nazione di provenienza di tali velivoli.
Egli ha espresso preoccupazione per il fatto che la Cina o la Russia o qualche altro avversario avessero fatto “qualche salto tecnologico” da permette loro di condurre questo tipo di attività.
Rubio ha aggiunto che alcuni dei veicoli aerei non identificati e intercettati  su basi statunitensi probabilmente mostravano tecnologie non presenti nell’arsenale americano.
Nel 2017, il New York Times ha rivelato l’esistenza di un’unità investigativa, chiamata Advanced Aerospace Threat Identification Program. I funzionari del Dipartimento della Difesa hanno riferito all’epoca che l’unità e i suoi 22 milioni di dollari di finanziamento erano destinati a scadere dopo il 2012.

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