Il Drago, la caverna, l’acqua blu

Cos’è stato?

Forse un istante di sonno arretrato dovuro alla settimana passata a lavorare al gelo e al freddo intenso?
No, no è stato davvero reale……

Mi trovavo in doccia, per la mia quotidiana abluzione mattutina, altrimenti faticherei ad ingranare senza una doccia molto calda.
Decido di praticare una visualizzazione di tipo creativo.
Quegli esercizi mentali che ti permettono di immaginare di fare cose e trovarti in luoghi altrimenti irraggiungibili in quei momenti.
Esercizi pratici di fantasia e creatività mentale.
Immagino quindi un ipotetico viaggio fuori dal corpo ma senza la caduta in trance e mi visualizzo uscire dal mio “involucro” verticalmente, attraverso il soffitto fino a sopra i tetti, tutti imbiancati della fresca neve appena caduta solo poche ore prima.

Mi insospettisce la sensazione di freddo pungente che percepisco, come davvero fossi li, sospeso a fluttuare a mezz’aria.
Comprendo però di non essere in stati di metidatione profonda perchè a momenti percepisco ancora il mio fisico sotto l’acqua corrente calda.
Improvvisamente, all’altezza del 4° Chakra ho avuto impressione di avere un “cordone” che mi trascina, mi tira, verso un punto che solo poco dopo avrei compreso.
Viaggio, tirato da questa forza, ad una velocità impressionante ma vedo passare sotto di me il fiume Po, poi dopo in basso alla mia destra i colli Euganei e dopo i monti di Vicenza a sinistra, poi in basso laggiù il solco della valsugana, dovevo essere a occhio a diverse centinaia di metri di quota.
Arrivo fino in quel luogo che tanto amo, il Tesino, fino a sopra del Monte Picosta sulle cui pendici si abbarbica il paese di Castello Tesino.

La forza termina la sua opera.

Mi spingo, libero da quel “cordone”, verso il paese ma all’improvviso, quando dopo solo pochi istanti passati ad osservare i dettagli del luogo e qualche faccia amica, vengo nuovamente trascinato indietro questa volta, sulla verticale del Picosta.
Realizzo di trovarmi li e via di nuovo, ma verso il basso, attraverso il terreno e mi ritrovo in un luogo tiepido, buio, ma che infonde una particolare sensazione di familiarità e di pace.
Volontariamente mi impongo di “vedere” e come per magia “tac!” inizio a vedere, come ci fossero delle luci diffuse.
Sono in una gigantesca caverna sotterranea, forse grande come tutta la montagna, alla base un lago pieno di un liquido che sembra, ma non è acqua, per via della sua particolare luminosità azzurra.

Mentre mi sto osservando attorno capisco di non essere da solo.
Una voce mi parla, dal tono molto basso, dava un impressione di amicizia, sembrava venire da “qualcuno” di molto antico e saggio, ma attorno a me non vedevo nulla.
Mi dice che sono stato chiamato in quel luogo finalmente per conoscerne i segreti, quei segreti che da tanto tempo mi “sembravano” esistessero ma dei quali non percepivo l’entità.

Chiedo a questa voce amica cos’è questo luogo e chi è lui.

– Io sono il Guardiano di questo luogo antico e sacro e si tratta di un serbatoio naturale di un acqua particolare che gli antichi usavano per mettersi in contatto con altri mondi e altri piani dimensionali. Debbo tenere fuori le persone poco chiare energeticamente, sporche e senza anima.

Mi venne subito alla mente la teoria (che poi tanto teoria non è) sui campi morfici e sul fatto che l’acqua potrebbe essere un veicolo per le creature per tenersi in contatto, del resto noi siamo fatti di acqua per il 70%.
La voce mi confermò ciò e vidi un istante di un antichissima cerimonia.

Spontaneamente chiesi al mio interlocutore se lui fosse un Drago e la sua risposta fu positiva.
Io ribattei dicendogli che non riuscivo a vederlo e lui rispose che infatti, non poteva essere visto perchè essendo molto antico, oramai era composto solo di puro spirito.

Gli chiesi il nome ma mi disse “forse è importante? Sarebbe impronunciabile da te”.
Con l’impressione di dire una cosa simpatica affermai: “allora sarai il mio amico Guardiano del Monte Picosta” ebbi la netta percezione che si stava divertendo a questa mia battuta.
Avevamo stabilito un contatto.

Gli chiesi come mai so di altre persone che hanno la possibilità di visitare luoghi “infraterreni” a piacimento, la risposta fu immediata: “Caro amico, non credere che viaggino come e dove vogliono loro, questo glielo fa credere la loro mente, siamo noi ad aiutarli indirizzandoli in posti e luoghi che in quel dato periodo spirituale e di studi gli potrà essere utile e li lasciamo alla loro esperienza, poi, ci sono esseri più portati di altri, vedrai che anche tu avrai altre di queste esperienze con il tempo e l’esercizio.”

Rimasi li per qualche istante, abbacchiato da tutte queste novità e dalle sensazioni che provavo in quel luogo, di un antichità e storicità incommensurabile.
Ad un certo punto affermò: “E’ giunta l’ora per te di tornare. Ci rivedremo presto.”

Mi ha preso una sensazione di scoramento perchè questa strana ma nuova realtà era….fuori dai canoni classici di un sogno……e improvvisamente mi ritrovo fuori dal Monte Picosta a fluttuare, libero e pronto a ritornare a casa.

Ma ancora un ultima volta il mio nuovo amico mi manda un saluto: “Arrivederci e a presto!”

In pochi istanti, riprendo la strada per la mia Ferrara e pochi secondi di volo mi riportano sulla mia città e sulla mia casa e ancora nel mio corpo che al rientro mi dona una sensazione di euforia e di piacere mai provato prima, una profonda sensazione di serenità.

Dopo aver verificato il tempo sull’orologio, nella mensola accanto alla doccia mi accorgo che era passato meno di un minuto.

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